Alla 71esima edizione del Premio David di Donatello c’è anche un lucano. Giuseppe Stasi, insieme a Vincenzo Alfieri, è in corsa per la miglior sceneggiatura non originale per il film “40 secondi”.
“Siamo molto soddisfatti perché evidentemente il film ha colpito dove doveva colpire ed è arrivato dove doveva arrivare. Questo rappresenta, in qualche modo, il coronamento del duro lavoro fatto”, commenta lo sceneggiatore e regista materano Stasi. “È stato un lavoro intenso – aggiunge – portato avanti anche per promuovere il film, portarlo
nelle scuole e farlo vedere al maggior numero possibile di persone. Molti, tra l’altro, lo stanno recuperando adesso su
Netflix”.
Classe 1986, Stasi comincia il suo percorso nel 2011 insieme al regista Giancarlo Fontana, con cui forma un sodalizio
artistico. I due si fanno conoscere sul web grazie a video satirici come ‘Inception Made in Italy’ e ‘Il Processo Ruby’,
che ottengono un forte successo virale superando il milione di visualizzazioni. L’esperienza online apre le porte della
televisione, con contenuti per programmi come ‘Un due tre stella’ di Sabina Guzzanti (La7), ‘Blob’ e ‘NeriPoppins’ con
Neri Marcorè (Rai3) e ‘Gli Sgommati’ (SkyUno), definendo uno stile tra satira e attualità. Il passaggio al cinema arriva nel 2014 con ‘Amore oggi’.
Al cinema, il successo si consolida con ‘Metti la nonna in freezer’ (2018), con Fabio De Luigi e Miriam Leone, tra i maggiori incassi dell’anno e candidato ai Nastri d’Argento, seguito da ‘Bentornato Presidente’ (2019) con Claudio Bisio.
Parallelamente lavora come sceneggiatore, firmando anche ‘Gli uomini d’oro’ (2019), e si afferma nella serialità come creatore e autore di ‘The Bad Guy’, distribuita su Prime Video e presentata anche al Festival del Cinema di Roma, con protagonisti anche Luigi lo cascio e claudia pandolfi. Negli ultimi anni il suo percorso prosegue con titoli come ‘Altrimenti ci arrabbiamo’ (2022), ‘Il corpo’ (2024) e ’40 secondi’ (2025), confermando una carriera in continua evoluzione.
Al centro del racconto del film “40 secondi” una storia generazionale che guarda al presente. “Essendo una storia di ragazzi, che racconta cosa significa essere ventenni oggi, il film – spiega Stasi – è servito anche a fare luce su alcune dinamiche che, per certe generazioni, rimangono ancora misteriose”. “40 secondi” è ispirato all’omonimo libro della giornalista e saggista Federica Angeli sulla storia realmente accaduta di Willy Monteiro Duarte, ragazzo italiano figlio di capoverdiani, vittima di omicidio a seguito di un pestaggio.
Un’opera che affronta anche temi di stringente attualità. “È un film – conclude – che parla della prepotenza e della violenza insensata, perpetrata contro chi è più debole. E in questo periodo storico, in cui la supremazia, sia fisica sia militare, porta quotidianamente a compiere crimini contro i più fragili, ci sembra di inserirci in un discorso più ampio e attuale”.
Stefania Losito