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Festival del cinema, a Venezia Sorrentino guida gli italiani

I film in gara al festival del cinema. In cinque per il Leone d’oro 

Il cinema italiano sarà il grande protagonista del festival del cinema di Venezia che si svolgerà dal primo all’undici settembre. Ci sarà una partecipazione da record di film italiani con cinque titoli  in concorso e tantissimi in selezione e altre sezioni, da Orizzonti alle Giornate degli Autori, che ben rappresentano il nuovo cinema italiano, dalla generazione dei registi affermati come il premio Oscar Paolo Sorrentino e Mario Martone ai nuovi talenti, dai fratelli D’Innocenzo a Gabriele Mainetti atteso alla seconda prova e poi ancora gli emergenti come Leonardo Di Costanzo, Laura Bispuri, Stefano Mordini, Alessandro Gassman. 

Il  Leone d’oro sarà assegnato dalla giuria presieduta dal regista di Parasite Bong Joon-ho.

“E’ stata la mano di Dio” è il film di Paolo Sorrentino. Napoli, la città dell’infanzia, i genitori amati perduti troppo presto, il luogo del delirio per Diego Maradona. A 20 anni esatti dal primo film, Sorrentino porta a Venezia un autobiografico racconto di destino e famiglia, sport e cinema, amore e perdita nella storia di Fabietto, ragazzo nella Napoli degli anni ’80. La solitudine, i dolori, la ricerca della vocazione, il senso di inadeguatezza giovanile, in quello che è dichiaratamente un film personale, intimo, sincero e forse liberatorio. Nel cast, accanto al protagonista/alter ego Filippo Scotti, un fantastico Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri e molti altri attori napoletani.

“Qui rido” di Mario Martone racconta la vita del grande attore comico e commediografo della Napoli dei primi del ‘900 Eduardo Scarpetta interpretato da Toni Servillo (che ha oltre Sorrentino anche un terzo film, AriaFerma di Leonardo Di Costanzo). “E’ l’immaginario romanzo di Scarpetta e della sua tribù”, ha detto Martone che ha indagato sul rapporto tra lui e i figli De Filippo. 

“America Latina” è il terzo film dei gemelli D’Innocenzo dopo il successo di “Favolacce”. Per il nuovo film (“una storia d’amore, e come tutte le storie d’amore un thriller”), hanno di nuovo scelto come protagonista Elio Germano. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama, la moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia. Ma un giorno come un altro scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita.

“Freaks out” è  il nuovo ambizioso film di Gabriele Mainetti che con l’opera prima “Lo chiamavano Jeeg Robot” ha dato una scossa al cinema italiano. Mainetti ritrova nel cast Claudio Santamaria. Il film d’avventura e di formazione racconta una storia “nella Roma occupata del 1943 con quattro freak, unici e irripetibili, protagonisti di una Storia più grande di loro”. Un’opera dove i superpoteri non sono solo intrattenimento, un po’ come se gli Avengers avessero un’anima. 

“Il buco”   è il ritorno  al cinema di Michelangelo Frammartino dopo “Le quattro volte”. Nell’agosto del 1961 un gruppo di giovani speleologi piemontesi scopre a poco meno di 700 metri di profondità” una delle grotte più profonde del mondo, l’Abisso del Bifurto dell’altopiano del Pollino, sotto lo sguardo di pastori testimoni del territorio incontaminato. 

Nelle altre sezioni: “Il bambino nascosto” di Roberto Andò con Silvio Orlando maestro di musica in un vecchio palazzo napoletano popolare è il film di chiusura, presentato Fuori Concorso, di Venezia 78. Sempre nel Fuori Concorso ci sono anche “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo con Toni Servillo capo delle guardie carcerarie di un penitenziario in via di dismissione e Silvio Orlando detenuto e “La scuola cattolica” di Stefano Mordini, tratto dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati (Rizzoli) con, tra gli altri, Benedetta Porcaroli, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca e tanti attori giovani promettenti ad evocare l’ambiente e il momento storico sociale in cui maturò il massacro del Circeo negli anni ’70. 

Nel Fuori Concorso non fiction, ossia tra i documentari, tanta musica: “Ennio” di Giuseppe Tornatore monumentale omaggio a Morricone, “Deandrè” – Storia di un impiegato di Roberto Lena, “Ezio Bosso e le cose restano” di Giorgio Verdelli e poi ancora  “Django&Django” di Luca Rea in cui Quentin Tarantino racconta la sua passione per Sergio Corbucci e il western spaghetti, mentre

“Viaggio nel crepuscolo” è un documentario di Augusto Contento che parte dai film di Bellocchio per raccontare il declino italiano. In concorso nella sezione Orizzonti c’è Laura Bispuri con “Il paradiso del Pavone”, mentre nella nuova sezione Orizzonti Extra ci sono altri due film italiani: l’intenso “La ragazza ha volato” di Wilma Labate con una promettente protagonista (Alma Noce), e “La macchina delle immagini di Alfredo C.” di Roland Sejko con Pietro De Silva. E “Rebibbia lockdown” diretto da Fabio Cavalli, un Evento speciale ospitato dal Festival con un alto valore di testimonianza individuale e civile. Tra i tanti film alle Giornate degli autori c’è il collettivo “Isolation” (Michele Placido tra i registi), “Il silenzio grande”  di Alessandro Gassmann da Maurizio De Giovanni, “Welcome Venice” di Andrea Segre in apertura alle Notti Veneziane. E alla Sic, “Mondocane” di Alessandro Celli con Alessandro Borghi.

Angela Tangorra

Immagine del profilo Facebook Mostra del cinema di Venezia

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