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Settimana bianca, oltre 8 milioni gli italiani sulla neve. Assoutenti: “L’anno scorso risultati migliori”

Nessuna sorpresa per i dati del primo trimestre 2025 per il turismo invernale: la montagna e la sua neve si sono rivelate mete amate per 8,2 milioni di italiani. A rilevarlo è il rapporto realizzato da Tecnè per la Federalberghi che calcola un giro di affari complessivo di 5,8 miliardi. L’Italia si conferma la meta preferita: solo il 3.9%, infatti, ha scelto una settimana bianca all’estero.

Nel dettaglio, quasi sei milioni hanno fatto una settimana bianca e, tra questi, 600mila hanno aggiunto anche uno o più fine settimana sulla neve. Sono invece 2,3 milioni gli italiani che hanno deciso di optare per località sciistiche soltanto per il week end. Nel complesso, gli arrivi nei luoghi dedicati allo sci saranno 12 milioni (compresi coloro che sono andati più volte nel corso della stagione).
La montagna invernale è una destinazione amata dalle famiglie: il 37% dei vacanzieri è accompagnato da uno o due
bambini/ragazzi con meno di 18 anni di età. Tra coloro che hanno deciso di non andare in vacanza per la neve, il 54,4%

Per Assoutenti il dato va letto al contrario: rispetto allo scorso anno, quasi un milione di italiani ha rinunciato alle vacanze sulla neve, complici i pesantissimi rincari delle tariffe che hanno investito il comparto del turismo invernale. E nel confronto col 2023, il calo è addirittura più drastico e sfiora 4 milioni di presenze in meno.
Se lo scorso anno furono circa 9 milioni gli italiani che si concessero una vacanza sulla neve, nel 2025 il numero si ferma a 8,2 milioni – spiega Assoutenti – Impietoso il confronto col primo trimestre del 2023 quando, secondo la stessa
Federalberghi, furono 12 milioni i cittadini che si regalarono una settimana bianca o un weekend sulla neve. “Il forte calo delle presenze è dovuto al fatto che la classica settimana bianca è sempre più un salasso per gli appassionati della neve, a causa della valanga di rincari che si è abbattuta negli ultimi tre anni su tutto il comparto della montagna – spiega il presidente Gabriele Melluso – Le tariffe degli skipass hanno continuato a salire senza sosta, registrando in alcune zone sciistiche rincari che sfiorano il +30% in tre anni, per non parlare delle strutture ricettive dove i rincari sono stati nell’ordine del +20% rispetto al 2021”.
“Come avevamo previsto gli aumenti dei prezzi si sono rivelati un’arma a doppio taglio per il comparto del turismo, perché gli italiani reagiscono all’aumento delle tariffe modificando le proprie abitudini e tagliando il numero di notti fuori casa. Non a caso il giro d’affari delle vacanze sulla neve è passato dai 9,6 miliardi di euro del 2023 ai 5,8 miliardi del 2025, con una contrazione del -39%” conclude Melluso.

Stefania Losito

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