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West Nile, cresce la paura per il virus trasmesso dalle punture di zanzare. Una 82enne romana è morta, sei i casi nel Lazio

Fa paura l’infezione da virus West Nile, trasmessa dalla specie più comune di zanzare, Culex, che nelle scorse ore ha causato la morte di una donna di 82 anni nella provincia di Roma. Il contagio non avviene da persona a persona. Il ministero della Salute assicura che il monitoraggio è costante e l’andamento epidemiologico è comunque in linea con gli altri anni, ricordando che nel 2024 si sono registrati 460 casi e 20 decessi.
La donna, residente a Nerola (Roma), è deceduta all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina). Era stata ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale ma non aveva patologie concomitanti. Al momento nel Lazio ci sono altri sei casi confermati di infezione da virus West Nile, per questo la Regione ha attivato una task force. Due di loro, un
uomo di 63 e uno di 72 anni, sono in condizioni critiche per la presenza di patologie concomitanti, con sintomi neurologici, ed entrambi ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Gli altri 4 sono invece in miglioramento clinico. I casi, al momento, sono scollegati pur essendosi verificati tutti nella provincia di Latina. A rischio di infezione sono anche gli equini, nella provincia sarebbe morto anche un cavallo.
La Regione Lazio ha rafforzato le attività di sorveglianza: sono stati allertati medici di famiglia, pediatri, pronto soccorso e veterinari, e sono stati attivati interventi di disinfestazione mirati nei focolai larvali di zanzara Culex pipiens (entro un raggio di 200 metri dai luoghi di sospetta circolazione virale). Prevista anche un’attività straordinaria di sorveglianza sierologica negli allevamenti situati intorno ai focolai sospetti o confermati. I Comuni si sono già attivati per le attività supplementari di bonifica ambientale. Inoltre, si raccomanda a tutti i medici della Regione di porre la massima attenzione alla diagnosi di casi invasivi neurologici da virus West Nile.

La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi, ma l’infezione si manifesta in modo grave in circa l’1% dei casi. Non esistono vaccini o terapie specifiche e il ministero della Salute raccomanda di seguire le misure di prevenzione per proteggersi dalle zanzare vettori del virus: uso di repellenti, zanzariere alle finestre, svuotare di frequente i vasi di fiori o contenitori con acqua stagnante.
Secondo gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità, al 16 luglio 2025 erano 5 i casi confermati nell’uomo, di cui 4 si
sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 Piemonte, 1 Emilia-Romagna, 2 Lazio). La sorveglianza veterinaria attuata su cavalli, zanzare e uccelli ha confermato la circolazione del virus in Veneto, Piemonte, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia. Sono 15 le Province, appartenenti a queste 6 Regioni, cui si aggiunge ora anche il Lazio, con dimostrata circolazione di West Nile.
L’infettivologo Massimo Andreoni rileva che “questa infezione che si sta diffondendo sempre questo comporta due considerazioni: da un lato, pesa il clima che si sta tropicalizzando e si adatta sempre meglio alla circolazione di questa e altre zanzare, dall’altro lato diventa fondamentale che i medici siano maggiormente in grado di diagnosticare questa malattia imparando a conoscerla”.
La West Nile, sottolinea inoltre Andreoni, “può colpire a tutte le età, ma certamente se il virus infetta anziani e soggetti immunodepressi la malattia può avere un decorso grave con forme neuroinvasive”. Il consiglio, non essendo disponibili
terapie o vaccini, conclude, é dunque “adottare tutte le possibili misure per evitare la proliferazione delle zanzare ed
il contatto con esse”.

Stefania Losito

 
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